venerdì 17 marzo 2017

Un libro a settimana: NON SI PUO' MORIRE LA NOTTE DI NATALE

Buongiorno a tutti e buon venerdì! Dirvi che sono in un periodo intenso, è poco. Dirvi che sono cotta, è poco. Dirvi che ho bisogno di continuo incoraggiamento e supporto, è poco. Ma bisogna tener duro, sempre, e mai come in questo periodo perché sono certa che quello che ora mi sembra faticoso poi mi farà divertire, e quindi stringiamo i denti e andiamo avanti. Questo per spiegarvi la latitanza sul blog, ma oggi è venerdì e come di consueto ecco la rubrica sui libri.
Vorrei parlarvi dell'ultimo che ho letto "Non si può morire la notte di Natale", il primo romanzo di Enrico Ruggeri.



LA TRAMA
Giorgio Sala è un uomo che al successo professionale non ha saputo coniugare una vera vita affettiva. La notte di una vigilia di Natale tenta il suicidio sparandosi a una tempia. O almeno così stabilisce l'inchiesta. Giorgio, però, che è sopravvissuto ma è rimasto infermo e momentaneamente incapace di parlare, non è mai stato nemmeno sfiorato dall'idea di uccidersi. E comincia a indagare mentalmente per scoprire chi ha cercato di eliminarlo e perché. I pensieri della sua anima diventano a poco a poco tormentate congetture. La paura, sempre più concreta, è che il colpevole sia uno di famiglia. Le sue personali indagini si tramuteranno così in un doloroso viaggio all'interno della propria esistenza e di quella delle persone che gli stanno vicino.

PERCHE' MI E' PIACIUTO


Un libro che parte come un classico giallo, con il personaggio principale che è "quasi" morto, ma che si rivela invece un libro elegante e sottile con al centro della narrazione un problema comune: i difficili rapporti sociali e di relazione che vivono un po' tutti in questi ultimi anni.

Si parte dalla descrizione del protagonista Giorgio, l'uomo che si risveglia in ospedale con la testa fasciata e trapassata da parte a parte , semi paralizzato e che inizia a cercar di capire chi possa essere stato a sparargli la Notte di Natale.
Si passa alle digressioni sulla ex moglie di Giorgio, Carola, sui figli, i genitori, i suoceri, gli amici di famiglia, tutti insomma vengono passati al setaccio con particolare dovizia e arguzia da parte del narratore.
Il protagonista cerca di scoprire chi sia l'attentatore, ma il 90% dei familiari e amici pensa che Giorgio invece abbia fatto tutto da solo, un suicidio fallito. Il romanzo parte dal giorno Natale fino ad arrivare al Natale dell'anno successivo per concludersi in una sorta di resa dei conti, soprattutto verbale, da parte di Giorgio nei confronti della parte avversa.
In questo ipotetico anno raccontato, lo scrittore è abile a incuriosire il lettore, arrivando a scoprire tutto quello che doveva sapere, ma...allo stesso tempo , ed è questa la cosa che mi è piaciuta, le sfumature tra il bene e il male, tra i canoni di comportamento giusti e sbagliati sono molto labili
e non è facile schierarsi.Molto bravo, a mio avviso, Ruggeri in quest'esordio letterario. Ve lo consiglio.


LEGGILO ASSAPORANDO...
Una birretta chiara bella fresca.