martedì 28 febbraio 2017

LIFE: Mostra di Keith Haring. About Art



Domenica abbiamo avuto il piacere di visitare la mostra di Keith Haring. About Art in esposizione presso il Palazzo Reale di MilanoLa mostra presenta 110 opere, molte di dimensioni monumentali, alcune delle quali inedite o mai esposte in Italia.

Un percorso attraverso cui possiamo scoprire le opere dell'artista fin dal suo inizio. Inizio in cui per poter dipingere su tele molto grandi e molto costose, si ingegnò acquistando i teloni di copertura dei camion e iniziando a disegnare su di essi. E infatti potrete vederli con i vostri occhi, sono meravigliosi. 
Le opere dell’artista americano si affiancano a quelle di autori di epoche diverse, a cui Haring si è ispirato e che ha reinterpretato con il suo stile unico e inconfondibile, in una sintesi narrativa di archetipi della tradizione classica, di arte tribale ed etnografica, di immaginario gotico o di cartoonism. Tra queste, possiamo ammirare quelle realizzate da Jackson Pollock, Picasso, Jean Dubuffet, Paul Klee per il Novecento, ma anche i calchi della Colonna Traiana, le maschere delle culture del Pacifico, i dipinti del Rinascimento italiano e altre, e un quadro che richiama il "Giardino delle delizie" di Bosch, in esposizione al Prado a Madrid. Stupende anche le tele con riferimento a Andy Warhol.


Rimarrete ipnotizzati dai colori utilizzati, dagli abbinamenti delle tinte acriliche più fluo sino a un quadro tutto bianco con delle macchie di colori, che a me e Gabry ha ricordato un po' Miro (quello iniziale).

In molti dei lavori di Keith troviamo il suo impegno su temi propri del suo e del nostro tempo: droga, razzismo, Aids, minaccia nucleare, alienazione giovanile, discriminazione delle minoranze, arroganza del potere. Haring ha partecipato a un sentire collettivo diventando l’icona di artista-attivista globale.

Molto interessante anche la sezione finale, Performance, dove possiamo vedere dei video che mostrano Keith mentre dipinge in metropolitana a New York, i cosidetti Subway Drawings. In quell'epoca fece realizzare anche delle spillette (1.000 bianche con l'omino nero, e 1.000 con la rappresentazione del cane rosso) che regalò alle persone che incontrava in metropolitana. Notò che chi le possedeva parlava tra loro e da qui il suo messaggio: l'arte che unisce, che non va spiegata.


Una mostra bellissima che consiglio a tutti di visitare, scoprirete molto di questo eclettico artista che morì a soli 30 anni e che nella sua arte rappresentò il suo mondo, il suo vissuto in un modo unico.

















Per maggiori info:
dal 21 febbraio al 18 giugno 2017