venerdì 23 dicembre 2016

I libri di Marta: Pane Nostro

In questa epoca storica di guerre, divisioni ed esodi c’è un libro che forse più di altri vale la pena di leggere. E’ un libro che racconta l’unicità di un alimento che per la sua storia accomuna in varie forme tutte le popolazioni del mondo: il pane. 


Pane Nostro di Predrag Matvejevic  - ed Garzanti – è uno straordinario viaggio nella storia di tutta l’umanità.  Nel contesto culturale moderno che fa del cibo un argomento principe su tutti i media, tornare alle sue origini per capirne l’importanza strategica, culturale e simbolica, è un invito che va accettato.
La nascita del pane come prodotto finale del grano coltivato, cotto in un forno o su una pietra rovente ha significato, per i nostri antenati, la trasformazione da nomadi in stanziali; la capacità di osservare il mutare delle stagioni per capire quando e come seminare, mietere e compiere le necessarie operazioni per arrivare dal grano al pane. Sembra impossibile ma ciò che oggi noi consideriamo quasi senza importanza, di importanza per la storia e l’evoluzione dell’umanità ne ha avuta e continua ad averne molta.




Il pane ha poi un contenuto altamente simbolico: da un punto di vista laico sotto forma di galletta o focaccia ha sempre accompagnato i viaggiatori di ogni epoca; facile da trasportare, difficilmente deteriorabile costituisce da sempre una sicurezza. Sul contenuto simbolico del pane dal punto di vista religioso si è già detto tutto: nella Pasqua ebraica e cristiana, lo spezzare del pane a tavola o dopo un tratto di cammino con due sconosciuti dà al concetto di condivisione il significato più alto che possa avere.

Come tutto ciò che acquista valore simbolico, il pane può diventare anche la meta da conquistare con violenza disperata da parte di chi è senza ormai speranza; dall’esempio storico letterario dell’assalto al forno raccontato da Manzoni nei Promessi Sposi, alle guerre reali di ogni epoca per il predominio dei terreni fertili in zone del mondo in cui il deserto avanza.

La storia del pane è inoltre legata alla storia delle città di terra e di mare, a quella dei campi come a quella dei porti del Mediterraneo, in particolare quello orientale. Seguendo le sue vie, come fa Matvejevic, è evidente la relazione tra “mare nostrum” e “pane nostro”. Ecco che quindi in questo contesto, l’azione del dividere, spezzare, scambiare il pane trasforma l’oggetto in “luogo” della tolleranza e del confronto tra genti diverse.

DA LEGGERE PERCHE’:
Perché tutto quello che ci racconta da prospettive diverse è un valore da accogliere con gioia; per dare un significato e un valore diverso e forse più reale alle immagini che purtroppo vediamo ogni giorno: le barriere non fermano le persone che si spostano alla ricerca di un luogo in cui il pane ci sia, quando nelle loro terre al posto della semina del grano, si interrano mine antiuomo. La soluzione di questo problema passa attraverso la condivisione del pane come alimento e come simbolo di integrazione.

DA LEGGERE QUANDO, DA REGALARE A CHI:

Possiamo leggerlo sempre ma in questi giorni, in cui si respira festa nell’aria, forse potremo apprezzarlo di più; ci aiuterà a guardarci intorno e a capire che non tutti hanno le luci sull’albero e i pacchetti colorati sotto. Io lo regalerei a chi spreca il cibo, è una cosa che non sopporto. Magari leggendolo si renderà conto che buttando il cibo per incuria e stupidità si compie una crudeltà inaccettabile nei confronti di tutto il genere umano.

Photo by Marta - Foto fatta in Libano, nella bottega del mugnaio

A cura di Marta Brisca
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